Inserito da: marco | Ottobre 29, 2007

3 volte e 1/2

Quanto oltre la sostenibilità viviamo? Un simpatico anche se approssimativo test rivela quale è la vostra “impronta ecologica” sul pianeta e calcola quanti pianeta Terra servirebbero se tutta la popolazione mondiale adottasse il vostro stile di vita.

Date un’occhiata e provate a calcolare quanto costate all’ecosistema globale qui.

Vince chi “mangia” più Terra, ovviamente: se tutti fossero come me ce la caveremmo con 3 pianeti e 1/2 (e per fortuna che di Terre ce ne sono a pacchi, altrimenti…)!

Un bel articolo di Maurizio Lutzenberger, grosso esperto di valanghe, con una semplice morale:

  • Anche se siete esperti e sciatori provetti mantenete un atteggiamento difensivo
  • Allenatevi bene con il vostro A.R.V.A. (Analogico o digitale che sia)
  • Comperatevi una grossa pala

Leggi l’articolo completo qui.

Inserito da: marco | Ottobre 27, 2007

Alta quota

Un interessante studio condotto dal policlinico Universitario di Zaragoza su 35 alpinisti di punta appartenenti a quattro diverse spedizioni himalayane, ben 34 abbiano riportato danni celebrali di varia entità. Tale analisi, anche se effettuata su un campione non statistico, visto l’esiguità della popolazione scelta, verrebbe maggiormente avvalorata da ulteriori studi effettuati su altri 22 alpinisti di ritorno dal Monte Bianco, dall’Aconcagua e dal Kilimanjaro, anche loro affetti da danni celebrali. Maggiori dettagli sono reperibili partendo da questo articolo e seguendo i link biblografici:
NEW STUDY: ALTITUDE CAUSES PERMANENT BRAIN DAMAGE

Continuando a parlare di altaquota, mi sono inbattuto in questo breve racconto-recensione-intervista (I PRIMI PASSI DI KURT VERSO L’IGNOTO ) a Kurt Diemberger (Wikipedia), autore del libro “Da 0 a 8000″, il quale di esperienze Himalayane ed alpine di alta quota, certo non ha da invidiare nessuno. Leggendo i suoi scritti (qui) e guardando le sue fotografie nonché i suoi lungometraggi mi sovviene una innocente provocazione: i danni celebrali provocati dall’altaquota sono peggiori dal “bel far niente” davanti alla tv?

Inserito da: marco | Ottobre 20, 2007

HIDDEN GEMS CLIMBED IN THE JULIAN ALPS

Le nostre amate Giulie alla ribalta della cronaca di Alpinist … un post a rimarcare la presenza delle nostre rocce di casa, non poteva mancare.
Comunque sia, due nuove vie sono state aperte in questi giorni: una sul gruppo del Magart (Parete nord del Vevnica) e l’altra sul Pilastro del Diavolo di Prisojnik … Articolo veloce, in prima persona, con un paio di belle foto!

Inserito da: marco | Ottobre 20, 2007

Tenda Black Diamond FirstLight

Bene, bene, bene,

dopo tanta attesa è finalmente arrivata la tenda nuova!

Si tratta del modello forse più conosciuto della Black Diamond, la FirstLight, quella che si vede in un sacco di riviste piantata nei posti più improbabili…
Devo premettere che ho realizzato l’ordine appoggiandomi al K2 sport di Cortina (negozio del mitico Laccedelli) che mi ha fornito un ottimo servizio, accordandomi un’invidiabile disponibilità. Se dovete ordinare qualcosa chiedete di Cristian.
Altrettanto disponibile è stato l’importatore per l’Italia della B.D. per consigli e impressioni preziose sul materiale.
Ma veniamo al dunque: la tenda è una mono telo con paleria interna in alluminio, io ho preso anche la veranda o vestibolo che dir si voglia (venduta separatamente).
Le misure sono 208 X 123 X 107 cm per la tenda aperta mentre sono 15 X 23 cm per latenda impacchettata. Tutte le specifiche tecniche le trovate qui, al Link della B.D. http://www.bdel.com/gear/firstlight.php
Prima di poter usare la tenda bisogna siliconare tutte le cuciture, (gran rottura!!) con il prodotto fornito nel pacco, aspettare 48 ore con la tenda montata in un luogo asciutto e senza raggi solari diretti, e a questo punto è possibile procedere al suo utilizzo, tutto ciò vale anche per il vestibolo naturalmente.
Ho trovato molto interessante in sistema per fissare i pali internamente che attraverso uno “strap” in velcro rende l’operazione facile e immediata sia per il montaggio che per lo smontaggio.
Stessa semplicità per infilare i pali ai quattro angoli, dove si trovano delle piccole guide in metallo (tipo bottoni a pressione) nelle quali vanno inserite le estremità della paleria.
Una volta inseriti i pali la tenda è montata! Se volete fare le cose proprio per bene ci aggiungete i tiranti e avete la vostra casetta a prova di tornado!!!
La prima uscita è prevista per questo week-end, un bel giro nelle montagne dietro casa con dormitina sui 2100m, ma la vera sfida si farà sotto il primo temporale d’alta quota e questo inverno con la neve!

Inserito da: marco | Ottobre 16, 2007

Il mondo "raccontato" .. dalle foto

In un post di qualche tempo fa ho parlato di come geotaggare le proprie foto digitali (o digitalizzate) e di come renderle pubbliche tramite l’utilizzo di Panoramio.com.
Panormaio, permette inoltre, in modo semplice e veloce, di inserire nel proprio blog o sito web un mini-panormio con i propri scatti “appiccicati” sopra. La versione base del servizio permette la visualizzazione di solo poche immagini per volta (20), ma cercando su internet è possibile riprodurre sul planisfero fino a 100 immagini personali.

Ecco a voi Il Mio Mondo visto con le immagini.
Inserito da: marco | Ottobre 5, 2007

Let My People Go Surfing

Inserito da: marco | Settembre 28, 2007

Produzione globale ed ecologia

Inserito da: marco | Settembre 19, 2007

Vesciche

Leggendo questo articolo mi sono riapparse alla memoria le due vesciche che continuano a lasciarmi i segni sui talloni di entrambi i piedi (forse erano loro ad avermi fatto interessare all’articolo?). Comunque sia, chiunque abbia conosciuto i dolori provocati da queste maledette “pustole”, un occhiata all’articolo citato merita davvero.

Vai all’articolo.

Inserito da: marco | Settembre 19, 2007

Chadar Trek – Pubblicità ingannevole?

TNF, tramite questa spedizione richiamata in molti banner apparsi in diversi siti web in questo periodo, si pubblicizza alla grande massa trasmettendo il messaggio di expoit che in realtà exploit non sono.
Il tekking sul fiume ghiacciato dello Zanskar, che collega il villaggio di Padum (capoluogo dello Zanskar) alla valle di Leh (principale cittadina del Ladakh) è certo un tragitto impegnativo, percorribile solo tra metà gennaio a metà febbraio a causa della tenuta del ghiaccio, ma non si può certo definire un exploit da grandi esploratori o da, men che meno, ironman: per le popolazioni dello Zanskar è l’unico tragitto (o quasi) per raggiungere la “civiltà” durante i lunghi mesi invernali, periodo nel quale il passo ai confini con il Pakistan sul quale passa l’unica carreggiabile, è sommerso dalla neve.
Risulta quindi difficile definire tale avventura un avventura estrema, visto che gli Zanskari non hanno certo a disposizione il materiale TNF … per loro è sicuramente la situazione è ben più dura! Inoltre, nella zona di Leh, vi sono come minimo una 20 di agenzie “alpinistiche” che prevedono il medesimo trekking come attrazione per i dollari occidentali … a voi il giudizio!

Una bozza dell’itinerario è reperibile sulla seguente ottima guida, redatta da Marco Vasta, grande conoscitore della zona e l’itinerario di massima in questa pagina.

Un avventura sicuramente da fare! E se lo dico io, certo non si può considerare “estrema”!

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